CHI SIAMO
DOVE SIAMO
STORIA
Giuseppe MAZZIOTTI
I PILOTI RC
NUOVO STATUTO  2017
LE NOVITA' AL CAMPO
EVENTI
IL CRASH DELL'ANNO
GALLERIA IMMAGINI
PAPERISSIMA NEWS
VIDEOS
ARTE MODELLISTICA 1
ARTE MODELLISTICA 2
ARTE MODELLISTICA 3
ARTE MODELLISTICA 4
LINK  PREFERITI

Mario Visintini (Parenzo, 26 aprile 1913 - Monte Nefasit, 11 febbraio 1941) è stato un militare e aviatore italiano. Mario Visintini nacque in Istria. Il suo vero cognome era Visentin, ma fu italianizzato in Visintini.  
1883Visintini, f
u il primo degli assi dell'aviazione della Regia Aeronautica, Medaglia d'Oro al Valor Militare ed il pilota con il maggior numero di abbattimenti in Africa Orientale, tra tutte le forze belligeranti; inoltre fu l'asso dei biplani da caccia con il maggior numero di abbattimenti della Seconda guerra mondiale. Durante la seconda guerra mondiale ha ottenuto 16 vittorie aeree confermate e cinque probabili, sotto le insegne della Regia Aeronautica, che si assommano alla vittoria aerea ottenuta durante la guerra civile in Spagna, con l' Aviazione Legionaria. Secondo altri autori  il totale delle sue vittorie ammonta a 20. A causa della perdita dei registri della 412ª Squadriglia basata a Massaua, alla quale apparteneva, ricostruire le sue 16 vittorie non è facile. Nel corso di 50 combattimenti aerei,
abbatté almeno cinque Blenheim, un numero anche maggiore di Wellesley e quasi certamente tre Gladiator. A questi numeri si devono aggiungere quelli relativi agli aerei distrutti al suolo durante i mitragliamenti degli aeroporti di Gedaref, Gaz Regeb e Agordat, che - secondo fonti britanniche - costarono alla RAF e alla SAAF "decine di aerei distrutti al suolo"  (per l'esattezza 32 aerei incendiati da solo ed in cooperazione).  Tutte le sue vittorie furono conseguite ai comandi del biplano Fiat C.R.42. Visintini fu il primo pilota italiano da caccia della seconda guerra mondiale ad ottenere notorietà come asso. Le sue imprese in Africa Orientale vennero ampiamente pubblicizzate in Italia. Per la sua meticolosità ed abilità venne soprannonminato il "cacciatore scientifico".

Respinto alla visita medica sostenuta per entrare all'Accademia Aeronautica, si iscrisse ad un corso per piloti civili a Taliedo, vicino Milano, ottenendo il brevetto di pilota civile sul Caproni Ca.100, che gli permise di entrare a far parte della Regia Aeronautica come allievo pilota ufficiale di complemento. Ottenne il suo brevetto militare nel dicembre 1936 a Grottaglie sul Breda Ba.25 ed il Fiat C.R.20. Fu quindi assegnato, come Sottotenente, alla 91ª Squadriglia, 10º Gruppo, 4º Stormo, con sede presso l' aeroporto di Gorizia. Qui si addestrò sui Fiat C.R.30 e Fiat C.R.32.

Spagna
Fiat_C_R_42_4st_01

Nel novembre 1937, Visintini si offrì volontario per andare in Spagna. Qui, come membro della 25ª Squadriglia del XVI Gruppo, La Cucaracha, partecipò a numerosi combattimenti aerei ed abbatté un aereo russo Polikarpov I-16 il 5 settembre 1938, su Venta de los Camposines. Quel giorno furono combattute quattro battaglie aeree e i repubblicani persero cinque I-16, uno dei quali pilotato da I. G. Schaulov, che restò ucciso. Nell'ottobre 1938 (secondo altre fonti nel novembre 1939), Visintini ritornò in Italia e al 4º Stormo.
Durante la sua permanenza in Spagna aveva volato per 330 ore e ottenuto una vittoria confermata. Per il suo servizio nel paese iberico fu decorato con la Medaglia d'argento al Valore Militare e fu arruolato come effettivo nella Regia Aeronautica. Dopo il suo ritorno si addestrò a pilotare il Fiat C.R.42, ma anche sul
Caproni Ca.133 e sul trimotore Savoia-Marchetti S.M.79. Nel gennaio 1940 fu promosso tenente per

Africa Orientale Italiana

Un Fiat C.R.42, Africa Orientale 1940. Visintini ottenne tutte le sue vittorie ai comandi di questo manovrabilissimo biplano della Fiat. Il 5 aprile di quell'anno, viene trasferito in A.O.I. e assegnato alla 413ª Squadriglia. Prima dello scoppio della guerra, nel giugno 1940, viene di nuovo trasferito, alla 412ª Squadriglia, che era basata in Eritrea ed equipaggiata con Fiat C.R.42. Questa unità poteva vantare un buon numero di piloti provenienti dal 4º Stormo e produsse, in soltanto un anno di operazioni, ben cinque assi. Il 14 giugno 1940, quattro giorni dopo l'entrata dell'Italia, nel secondo conflitto mondiale, Visintini otteneva la sua prima vittoria: attaccava un paio di Vicker Wellesley del 14 Squadron diretti a bombardare Massaua e abbatteva quello (K7743) pilotato dal Pilot Officer Reginald Patrick Blenner Plunkett, che restava ucciso nello schianto del suo aereo: la prima delle 16 "vittime" del pilota istriano in Africa Orientale.

Visintini ne abbatté su un altro (matricola L2652), sempre dello stesso Squadron, giunto in ricognizione su Decamerè, il 3 luglio (secondo altre fonti, il 4 luglio), pilotato dal ventiseienne Flight Officer Samuel Gustav Soderholm (RAF No. 40194) che restò ucciso nello schianto. Il primo settembre, un Wellesley (L2669), sempre del 14 Squadron, pilotato dal Sergeant Norris svolgeva una missione di foto-ricognizione sopra l'isola di Harmil, quando venne intercettato da caccia decollati da Massaua e dovette compiere un disastroso atterraggio di fortuna. L'equipaggio fu preso prigioniero. Ad abbattere il Wellesley furono Visintini ed altri due piloti. Nel mese di luglio sempre Visintini dichiarò l'abbattimento di altri aerei, ma le date sono sconosciute. Il 29 luglio fu decorato con la Medaglia d'argento al Valore Militare.

La mattina del 30 settembre, tre Blenheim I del 45 Squadron attaccarono Gura, ma lì tutti i bombardieri furono intercettati da C.R.32 e C.R.42. Il Blenheim L6665 pilotato dal ventottenne Squadron Leader George Justin Bush (RAF No. 37061) venne abbattuto: tutto l'equipaggio restò ucciso (oltre a Bush, il ventenne Observer Sergeant John C. Usher (RAF no. 580912) e il ventunenne Wireless Operator/Air gunner Sergeant James Corney DFM (RAF no. 541684)). L'abbattitore di Bush fu molto probabilmente il Tenente Visintini, considerato che egli dichiarò l'abbattimento di due aerei proprio su Gura in quel giorno.

Il 18 ottobre 1940, Visintini attaccò l'aeroporto nemico di Gedaref, mitragliando e incendiando, con i compagni, 11 velivoli al suolo. Il 12 dicembre, Visintini ed altri quattro piloti della 412ª squadriglia, di scorta a un S.79, attaccarono l'aeroporto di Gaz Regeb, base di una squadriglia (B Flight) del 237 Squadron, sul quale furono distrutti quattro Hawker Hardy (K4053, K4308, K4055 and K4307) parcheggiati ai lati dell'aeroporto. Durante questa azione l'aereo del comandante della 412ª Squadriglia, Capitano Antonio Raffi, venne colpito dal fuoco antiaereo della Sudan Defence Force e costretto ad un atterraggio d'emergenza, dietro le linee nemiche. Visintini atterrò vicino all'aereo del proprio comandante e  liberatosi del paracadute fece salire Raffi nel suo abitacolo. Poi, sedendo sulle sue ginocchia, decollò, incendiando l'aereo incidentato e tornando regolarmente ad Asmara. Per questa azione, il 16 gennaio 1941 veniva promosso Capitano per merito di guerra. Il nove febbraio, con un altro attacco al suolo, sull'aeroporto di Agordat, vennero distrutti cinque velivoli nemici.
Il giorno della sua ultima vittoria, fu anche quello della sua morte. L' 11 febbraio, Visintini rivendicò l'abbattimento di un Hurricane su Cheren. L'aereo abbattuto molto probabilmente faceva parte del 1° SAAF Squadron che quel giorno inviò 11 aerei di pattuglia sulla stessa area. Due degli aerei inglesi si scontrarono con dei Fiat C.R.42. L'Hurricane del Lieutenan S. de K. Viljoen fu costretto ad un atterraggio di fortuna in territorio inglese. Il giorno dopo tentò di decollare ma l'aereo si incidentò. Anche due aerei italiani erano stati costretti dal cattivo tempo ad atterrare nella zona di Sabarguma. Rientrato al campo per rifornirsi, Visintini ripartì alla ricerca dei due piloti italiani finché, a causa del cattivo tempo, andò a cozzare contro la montagna di Nefasit. Nel corso del conflitto fu decorato con Medaglia d'oro, Medaglia d'argento e Medaglia di bronzo al Valor Militare. I suoi più famosi avversari in Africa Orientale furono il sudafricano Ken Driver, con nove vittorie aeree, e Jack Frost, con otto, entrambi piloti di Hurricane. Le vittorie di Visintini, come quelle di tutti gli altri piloti italiani, sono ufficiose, in quanto non esiste a tutt'oggi una lista ufficiale degli assi italiani.

Onorificenze

Medaglia d'oro al Valor Militare

«Superbo figlio d'Italia, eroico, instancabile, indomito, su tutti i cieli dell'impero stroncava la tracotanza dell'azione aerea nemica in 50 combattimenti vittoriosi durante i quali abbatteva 16 avversari e partecipava alla distruzione di 32 aerei, nell'attacco contro munitissime basi nemiche. In cielo ed in terra era lo sgomento dell'avversario, il simbolo della vittoria dell'Italia eroica protesa alla conquista del suo posto nel mondo.»
Cielo dell'Eritrea e dell'Asmara - Cielo del Sudan anglo-egiziano, 11 giugno 1940 - 11 febbraio 1941

 
 Medaglia d'Argento al Valor Militare
 Medaglia di Bronzo al Valor Militare

 

 

 

 

 


Site Map